giovedì 5 giugno 2014

Prostrazioni: la photogallery

In Cristianaggini (Edizioni Tempesta, 2014), alla voce “Ingerenza” troverete un veloce excursus storico del progressivo asservimento dei governi di mezzo mondo all’egemonia e ai voleri cattolici, con tutto quel che ne è derivato in termini di condizionamento politico ed etico, favori fiscali, privilegi, esenzioni e quant’altro.
Ripercorrerete dunque il cammino che ha portato all’odierna, pressoché piena sottomissione della “spada” secolare a quella “spirituale”, culminata in Italia negli sciagurati Patti Lateranensi, ribaditi dal Concordato del 1984.
In questo post, vi proponiamo una rapida carrellata fotografica dei periodici e puntualissimi “omaggi” resi al papa di turno dai nostri politici, rappresentanti di un paese formalmente laico, ma privi di ogni scrupolo nel genuflettersi davanti al pontefice e baciargli la mano come se fossimo in uno stato confessionale (cosa che, di fatto, tale è).
Inutile indicare i nomi: li riconoscerete tutti, da Ferrara, a Monti, alle nostre ministre e governatrici.
È appena il caso di fornire qualche notizia in più riguardo alla prima foto, quella di gruppo, scattata l’8 luglio del 2009, quando Benedetto XVI concesse magnanimamente un minuto (!) del proprio preziosissimo tempo a ciascuna delle mogli dei capi di stato e di governo del G8 all’aula Nervi, in Vaticano. Ad accompagnarle c’erano le nostre allora ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini (che, se la vista non m’inganna, posano ai due lati dello splendido quadretto). Erano tutte vestite di nero, con il velo sul capo, tranne la moglie del presidente sudafricano.
Quanto, invece, alla foto in basso, si riferisce alla famosa visita di Giovanni Paolo II in Parlamento.
A tale proposito, mi sembra assai opportuno commentare facendo mie le parole di Carla Corsetti:
“In quell'occasione i parlamentari erano tutti presenti, non ce n’era nessuno assente “per missione giustificata”, tutti in piedi ad accogliere il loro monarca, una vera “unanimità” da destra a sinistra in un “laico” applauso prolungato che sanciva una resa intellettuale e politica senza precedenti. Credo che sia stata l’indignazione provata quel giorno a farmi balenare l”idea che la parola “laico” sapeva di yogurt scaduto”.
(Carla Corsetti, Segretario nazionale di Democrazia Atea
www.democrazia-atea.it)







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