lunedì 16 giugno 2014

Pedofilia: ne cura di più
lo psichiatra o la madonna?

di Giuseppe Verdi

La notizia è di quelle che fanno scalpore e che sembrano indicare un cambiamento di rotta da parte dell’ultraconservatrice chiesa cattolica.
A quanto pare, tale don Desio, cinquantaduenne, originario di Milano e a lungo parroco di Casalborsetti, sulla costa ravennate, arrestato ad aprile per adescamento e atti sessuali con ragazzini di 14 e 15 anni, dopo due mesi di carcere spera di ottenere i domiciliari presso una “idonea struttura”. Così, almeno, ha dichiarato il suo legale, che lo ha descritto “abbattuto ma fiducioso”.
Quale sarebbe tale “idonea struttura”? Ebbene, si tratta di una sorta di clinica psichiatrica per sacerdoti, ha chiarito l’avvocato, sita sulle colline umbre, per la precisione in provincia di Perugia. È stata inaugurata pochi anni fa e attualmente ospita una quindicina di sacerdoti (pochi ma buoni).
Gestito da una congregazione nota come “Figli dell’Amore Misericordioso” (che richiama solo vagamente l’amor pedofilo), può vantare un direttore che, oltre a essere sacerdote, è anche psicologo e psicoterapeuta. Don Desio dovrebbe andare incontro a un percorso lungo anni e basato su un’assistenza psicologica mirata; ma si sa, qualsiasi sacrificio economico, per le casse vaticane, è accettabile pur di recuperare un proprio accolito che abbia smarrito la retta via. Bisognerà vedere, comunque, che cosa ne pensa il PM, Isabella Cavallari, già a suo tempo espressasi informalmente contro qualsiasi misura alternativa al carcere.
Qualcosa, però, non torna.
Giusto un mesetto fa, per la precisione il 12 maggio, rispondendo ai seminaristi dei collegi romani che chiedevano “in questo tempo di tanta psichiatria e psicologia non sarebbe meglio andare dallo psichiatra?”, papa Francesco aveva replicato deciso: “Non lo scarto, ma prima di tutto bisogna andare dalla Madre, la Madonna, perché a un prete che si dimentica della madre nei momenti di turbolenze qualcosa manca”.
Beh, che nelle alte sfere vaticane si mettano d’accordo.
O la terapia o Maria. E, se ha ragione il papa, che i preti in preda a “turbolenze” (espressione poco felice quando si tratta di abusi sessuali) se ne vadano in pellegrinaggio a Lourdes, a Fatima, a Medjugorje, a Chestochowa, a Siracusa o dove pare loro, prima di stendersi sul lettino di uno psicologo. Quantunque, a loro parziale giustificazione, andrebbe detto che il cattivo esempio viene proprio dai papi, che, negli ultimi decenni, ci hanno abituati a frequenti capatine al Policlinico Gemelli, più che presso qualche santuario mariano, anche per “pruriti” ben meno gravi di quelli che affliggono parecchi preti.

1 commento:

  1. Certamente anche un solo caso di pedofilia e` uno di troppo. Ma le statistiche dicono anche qualcosa. Nel 2013 Il Vaticano ha presentato la Documentazioni e rivelato i numeri ufficiali dei Preti pedofili davanti al 52esimo Comitato Onu contro la tortura. I dati riguardano tutto il mondo dal 2004 sino al 2013. Le cifre corrispondono, in rapporto al numero dei Preti esistenti al mondo ( cifra media ricavata tra i 405mila Preti del 2000 e i 413mila del 2010 , le cose stanno cosi` anche negli anni 60 e 70 ). Si tratta di uno 0,8% di casi.

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