mercoledì 4 giugno 2014

La chiesa e i suoi orrori senza fine

In realtà, notizie di questo tipo non trovano la propria collocazione più idonea su un blog come questo, che si occupa principalmente di “spigolature” e predilige toni decisamente ironici.
Non si tratta, infatti, di una scoperta che possa rientrare nel novero delle “cristianaggini”; piuttosto, essa ci caccia violentemente e brutalmente nel tetro reame degli orrori cattolici. Eppure, per quanto tragico, quello che è successo in Irlanda merita di trovare spazio anche su questo blog, per quanto (evidentemente) con toni che non possono lasciare troppo spazio al sarcasmo.
Di che cosa si tratta?
È una notizia che in queste ore sta attraversando il web in forma virale.
In Irlanda è stata scoperta una fossa che potrebbe contenere “fino a 800 corpi di bambini”. Il macabro ritrovamento ha avuto luogo laddove un tempo sorgeva un centro gestito da un gruppo di suore, a Tuam. La chiamavano semplicemente “The House”, la Casa. Era un istituto religioso in cui, tra il 1925 e il 1961, venivano ospitate le madri non sposate e i loro figli, considerati dunque “bastardi”, in un paese dove il bigottismo religioso la faceva da padrone. Insomma, un posto molto simile alle lavanderie “Magdalene”, gestite da suore e divenute note all’opinione pubblica grazie all’omonimo film di Peter Mullan del 2002, premiato con il Leone d’Oro a Venezia.
Un luogo d’accoglienza, di sostegno e, soprattutto, di amore cristiano? Per niente.
Secondo il Daily Mail, le suore relegavano le proprie “ospiti” ai lavori più umili e, di fatto, a uno stato di servitù, mentre i loro figli, ridotti in uno stato di semiabbandono, erano esposti a tutti i tipi di malattie. Circa 300 decessi vennero registrati soltanto fra il 1943 e il 1946. “Le ossa sono ancora lì”, afferma una storica locale, Catherine Corless, grazie alla quale sono stati scoperti i documenti sull'esistenza della fossa comune.
Molti dei piccoli cadaveri ritrovati sarebbero morti per malnutrizione. I bimbi furono ammassati in un serbatoio di cemento, senza tanti complimenti, e poi nascosti sotto terra. Il tutto rischiava di svanire nell’oblio, ma la “Casa”, successivamente chiusa e infine demolita, oggi sta restituendo i suoi terribili segreti.
Mentre a Dublino si discute della possibilità di aprire un’inchiesta sulla vicenda, la chiesa cattolica locale propone l’edificazione di un monumento per ricordare i bambini sepolti. La cosa (se vera) avrebbe il sapore di una beffa e ricorderebbe molto da vicino le richieste di perdono che, di tanto in tanto, qualche papa formula per questo o quel misfatto della chiesa. A nostro avviso, sarebbe molto più cristiano –anzi umano‑ che il pontefice smettesse di parlare del diavolo, dei gay e delle coppie sterili e andasse a prostrarsi su quella fossa comune…lontano dalle telecamere, ovviamente. O magari, potrebbe inaugurare lui stesso una bella catena di lager dove internare il suo clero pedofilo, così, giusto per correttezza verso quei poveri bambini dimenticati.
Ecco: per sostenere un’iniziativa del genere, darei con entusiasmo alla chiesa cattolica il mio 8x1000.

Nessun commento:

Posta un commento