domenica 8 giugno 2014

Il fiasco del "family pride"

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/06/07/roma-pride-contro-corteo-di-forza-nuova-a-difesa-della-famiglia/283655/

Praticamente in concomitanza con il Gay Pride, a Roma hanno sfilato anche i militanti di Forza Nuova, per manifestare in favore della "famiglia tradizionale”. Presenza che, secondo Il Fatto Quotidiano, non avrebbe superato "alcune centinaia di persone"; un dato che, se attendibile, autorizza a parlare di fiasco, come per di più confermerebbe l'inesistente spazio riservato all'evento da giornali e tv.
Il breve video pubblicato proprio da Il Fatto Quotidiano all'indirizzo sopra riportato merita, comunque, un'occhiata, in quanto consente di rendersi conto della levatura culturale ed etica di quanti hanno partecipato alla manifestazione, a cominciare proprio dal fondatore di FN, Roberto Fiore, secondo il quale il modello di famiglia omo è "intrinsecamente sterile, da esso non proverrà nulla e porterà molta gente verso un cul de sac".
Subito dopo, è il turno di una ragazza che, quanto mai smarrita, afferma davanti ai microfoni: "cioè...c'è...una divergenza...contro natura" e prosegue: "una famiglia normale è padre, madre e figlio", una coppia gay "non può procreare, non può formare una famiglia".
A ruota, un giovanotto altrettanto smarrito, secondo il quale "le lobby...omosessuali...stanno cercando in tutti i modi di attaccare la famiglia".
Rincare la dose Fiore: "Se vogliamo vedere scomparire l'Italia, lasciamo sposare i gay". E, all'osservazione del giornalista che "ci sono gli immigrati che fanno figli", l'ulteriore, infelice stoccata: "Sì, ma il problema è che non sono italiani".
Chiude il breve servizio il ragazzo che aveva già parlato e la sua conclusione lascia davvero attoniti. In riferimento, infatti, a uno dei cartelli mostrati durante la sfilata e recante la scritta "Omofollia", il giovincello si è ripetutamente impappinato, spiegando infine che "omofollia"  = aggressione degli omosessuali ai danni degli etero".
Anche se, al riguardo, la chiesa potrebbe entrarci solo marginalmente, è innegabile che all'origine dell'omofobia ci siano soprattutto gli insegnamenti cristiani.
Ecco perché vorremmo rammentare agli esponenti di FN che cosa possa intendersi per "aggressione", per di più di tipo quanto mai subdolo, proprio (e come sempre) ai danni degli omosessuali. Si tratta, fra l'altro, di fatti assai recenti, che hanno per protagonista l'attuale papa emerito, Benedetto XVI, il quale, nel 1986, quand'era a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, fece emanare il documento "Cura pastorale delle persone omosessuali", nel quale scriveva che “…La particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata”.
Sei anni dopo, la Congregazione pubblicò un nuovo documento, intitolato "Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali", approvato nel 2005, quando Ratzinger era divenuto papa. Il documento vieta l’accesso ai seminari a tutte le persone che “praticano l’omosessualità”, hanno “tendenze omosessuali profondamente radicate” o semplicemente sostengono “la cosiddetta cultura gay” (naturalmente, il papa non proibiva l’accesso in seminario a chi presentasse tendenze pedofile).
L’ultimo atto della “ratzicrociata” è storia recente. Nel dicembre del 2012, l’allora papa ha lanciato infatti l’ennesima dichiarazione di guerra ai diritti umani, con un messaggio che reiterava l’aspra condanna dei matrimoni gay, considerati “attentati e delitti contro la vita” e definiti “un’offesa contro la verità della persona umana”.
Nulla di cui sorprendersi! Già Giovanni Paolo II, infatti, dopo il World Gay Pride tenutosi a Roma nel 2000, contemporaneamente al Giubileo (sacrilegio!), espresse “amarezza per l’offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo”.
Queste sono aggressioni, caro Fiore. Sottili, striscianti. Aggressioni di natura etica e dialettica che, inevitabilmente, finiscono per alimentare certi gruppi e certe frange, traducendosi in aggressioni fisiche ai danni dei gay e di cui, purtroppo, la cronaca trabocca.

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