mercoledì 28 maggio 2014



Non c'è due senza tre: Paolo VI presto santo!

Ebbene sì. Bergoglio ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi affinché promulghi il decreto sul miracolo attribuito a Paolo VI, al secolo G.B. Montini.

Si tratta di un atto indubbiamente quanto mai opportuno. All’indomani della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, infatti, appariva davvero bizzarro che non divenisse santo anche colui il quale era stato pontefice proprio negli anni intercorrenti tra i regni dei due suddetti papi. Santo tra i santi, per così dire!

La nuova kermesse, che non mancherà di attirare a Roma altri stuoli di pellegrini (e che graverà parimenti sulle tasche degli italiani) è prevista per il prossimo 19 ottobre.

Per diventare santi, come si sa, occorre avere sul proprio curriculum almeno un miracolo e, nel caso di Paolo VI, il prodigio è stato prontamente scovato dagli esperti vaticani, che l’hanno individuato in una guarigione, avvenuta negli Stati Uniti nel 2001, dunque post mortem. A quanto pare, al quinto mese di gravidanza, un feto presentava condizioni assai gravi per la rottura della vescica fetale, la presenza di liquido nell’addome e l’assenza di liquido nel sacco amniotico. I medici avevano parlato addirittura di morte del piccolo e, nel migliore dei casi, prospettavano gravissime malformazioni. Fu a quel punto che, dietro suggerimento di una suora italiana, la madre pregò perché intercedesse Montini (e non, curiosamente, Gesù o qualche santo di maggior esperienza). Fu così che, voilà!, il feto migliorò rapidamente e il bambino nacque senza problemi.

Lo scorso anno, la consulta medica della Congregazione delle cause dei santi ha certificato l’inspiegabilità della guarigione, mentre il 18 febbraio scorso i teologi vaticani hanno riconosciuto l’intercessione di Montini.

Come hanno fatto ad appurare che dietro il prodigio ci sia Paolo VI? Ovviamente, non si sa, ma dopo duemila anni siamo ormai perfettamente abituati a vedere la chiesa stabilire nessi di causa-effetto a dir poco discutibili.

Certo è che, in altre occasioni, Montini non esibì analoghe doti, come ad esempio quando scrisse alle Brigate Rosse per la liberazione di Moro: occasione nella quale l’Altissimo, evidentemente, non accolse la sua supplica.

Paolo VI, com’è noto, fu autore della famosa enciclica “Humanae vitae” (1968), nota come “enciclica della pillola”, dato che poneva un duro e definitivo “no” ai metodi contraccettivi e all’aborto. D’altra parte, come dargli torto? Quando un feto presenta qualche tipo di problemi, ci pensano i papi.

Evidentemente, però, non per tutti i nascituri.

E solo a ogni morte di papa.

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